Differenza tra TAN e TAEG

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L’IMPORTANZA DI CONOSCERE LA DIFFERENZA TRA T.A.N. E T.A.E.G. NEI FINANZIAMENTI

Spesso le banche non indicano nei contratti di credito alla clientela il vero costo del finanziamento.

Dott. Antonio Suero

“SPESSO LE BANCHE NON INDICANO NEI CONTRATTI DI CREDITO ALLA CLIENTELA IL VERO COSTO DEL FINANZIAMENTO”.

Chiunque abbia un mutuo/finanziamento oppure è in procinto di sottoscriverlo, dovrebbe, per prima cosa, aver ben chiara la differenza tra il T.A.N. ed il T.A.E.G. espressi nel contratto.

 Cercheremo di farvi capire in questo articolo il significato di T.A.N. e T.A.E.G

TAN e TAEG significato.

Andiamo in ordine. Il T.A.N., acronimo di Tasso Anno Nominale, è sicuramente l’indicatore più conosciuto e permette al cliente di capire quale sarà la quota di interesse che andrà a pagare durante il piano di ammortamento e di definire a quale tipologia di tasso andrà regolato il mutuo, se a tasso fisso o variabile.

 In particolare, nei piani di ammortamento alla Francese la quota di interesse restituita con la rata all’inizio del periodo di rimborso è superiore a quella della quota capitale, salvo poi diminuire con il passare del tempo.

Il T.A.N. è il tasso più pubblicizzato dagli istituti bancari e, errore sovente compiuto dal cliente, quello su cui si concentra maggiormente la sua attenzione, ignorando l’importanza del calcolo del T.A.E.G.

IL CALCOLO DEL TAEG.

È il T.A.E.G., acronimo di Tasso Annuo Effettivo Globale o meglio conosciuto come Indicatore Sintetico di Costo (I.S.C.), il vero parametro da prendere in considerazione ai fini di una più compiuta valutazione. Difatti, esso funge, appunto, da indicatore per stabilire il costo globale del prestito e del mutuo, comprendendo tutte le spese che risultano ai fini dell’apertura e del pagamento del finanziamento, quali, ad esempio, i costi di istruttoria, di incasso rata, di assicurazione, oltre alle spese di gestione, di incasso delle singole rate, di invio della documentazione periodica etc.

Nel calcolo del T.A.E.G. dovrebbero, quindi, essere indicati tutti i costi inerenti al credito da parte della banca o della finanziaria che abbiamo elencato.

Persino il Testo Unico Bancario ne prende atto. Più nel dettaglio, l’Articolo 117, comma 4, del Testo Unico Bancario (T.U.B., d.lgs. n. 385, del 01.09.1983), prescrive testualmente “I contratti indicano il tasso di interesse ed ogni altro prezzo e condizione praticati” e per “tasso di interesse”, intende non un tasso qualsiasi, ma il tasso di interesse applicato proprio a quel determinato rapporto creditizio che viene in esame.

 Pertanto, il T.A.E.G. risulta essere il vero costo per il cliente. Infatti, il calcolo del T.A.E.G. viene utilizzato per effettuare un raffronto con il Tasso Soglia definito dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, oltre che per rilevare l’eventuale indeterminatezza contrattuale in base all’Articolo 117 T.U.B. dovuta dalla differenza del T.A.E.G. dichiarato da quello ricalcolato.

Cosa succede se non viene mostrato il calcolo del T.A.E.G.?

Esistono sentenze in cui l’illecito è proprio l’assenza del calcolo del T.A.E.G. mostrato sul frontespizio del contratto di mutuo.

La presenza del calcolo del T.A.E.G. è un elemento necessario affinché il contratto sia valido, come sottolineato altresì nel Testo Unico Bancario all’art. 117.

La questione relativa ad una corretta indicazione del calcolo del T.A.E.G., è stata più volte affrontata anche per ciò che concerne i contratti di conto corrente.

 

AS FINANZA & CONSUMO

Dott. Antonio Suero

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