FORMULA 1

TUTTI I NUMERI DELLE MONOPOSTO
di Emanuele Cirri (blog: F1dailynews)

 

Chi segue già da un po’ di tempo la categoria regina del motorsport sa di cosa stiamo parlando, ma cerchiamo di spiegare a tutti, appassionati e non, quanto può costare al giorno d’oggi una monoposto di Formula Uno e quanto può essere oneroso finanziare e sostenere un team all’interno del Circus, per una stagione intera.
Mediamente una scuderia di Formula Uno annovera sul suo taccuino “spese stagionali” una cifra che si aggira attorno ai 200 milioni di euro, suddivisi tra: ricerca e sviluppo (52 milioni di euro), salari annuali per dipendenti e piloti (52 milioni di euro), costi di produzione della monoposto (50 milioni di euro) ed infine spese per la logistica e servizi (46 milioni di euro). Cifre a dir poco imbarazzanti, se paragonate alle vecchie Formula Uno degli anni ’70 dove i team clienti, grazie al basso costo dei propulsori e dei telai, sbocciavano come margherite in un prato primaverile. Ai giorni d’oggi produrre una vettura della massima categoria automobilistica costa circa 8 milioni di euro, ovviamente escludendo tutto il lavoro di ricerca e sviluppo che sta dietro ogni singolo componente di una monoposto.
Ecco alcune delle cifre annoverate tra le spese, per rendere ancora più chiaro il concetto appena espresso: 4.5 milioni di euro per la Power Unit (il vero cuore pulsante di queste monoposto, un motore turbo ibrido V6 in grado di esprimere oltre 900cv di potenza), 1.5 milioni di euro per il telaio, 950.000 euro per il cambio, 218.000 euro per lo scarico, 190.000 euro per l’ala anteriore, stessa cifra per i freni, 120.000 euro per l’ala posteriore, 94.000 euro per il software della telemetria, 73.000 euro per il fondo vettura, 64.000 euro per il volante e circa 1.600 euro per ogni treno di gomme. Finora questo listino spese avrebbe fatto allontanare anche uno sceicco dal mondo della Formula Uno, ma, ovviamente, se tanti team sono presenti sulle griglie di partenza dei vari Gran Premi, avranno il loro buon valido motivo, che va oltre l’immensa passione che c’è dietro il motorsport e la competizione.
Dopo tante cifre sulla voce “costi” iniziamo a parlare invece di quanto una scuderia presente nel Paddock possa guadagnare in una sola stagione. Innanzitutto la cosa che fa più̀ gola ad un brand che possiede un team di Formula Uno è senza dubbio il ritorno di immagine. Inutile citare la fama e la gloria che la Formula Uno ha regalato alla Ferrari, nel corso della sua storia, cosa che negli ultimi anni sta avvenendo anche per la Mercedes. Ma torniamo a parlare di numeri per quantificare concretamente questo tanto ricercato “ritorno di immagine”: secondo alcune ricerche di mercato, la Red Bull, dopo aver vinto ben quattro Titoli Iridati consecutivi con Sebastian Vettel, sembra abbia incrementato il valore del suo brand di oltre 1 miliardo di euro.
Un’altra fetta importate nei ricavi di un team presente all’interno del Circus proviene dai diritti TV, che in una scuderia di metà classifica rappresentano ben il 35% degli introiti totali. Questi guadagni vengono suddivisi tra i vari team, a fine stagione, in base ai punti conquistati nella Classifica Costruttori, durante il Campionato.
Non ultime invece le entrate riguardanti le sponsorizzazioni, che allargano, e non di poco, i portafogli delle scuderie di Formula Uno: i ricavi derivanti dagli sponsor rappresentato, in un team di media fascia, il 40% delle entrate, quasi la metà del guadagno totale, al termine della stagione.
Ma quanto costa apporre il proprio brand su una monoposto per una stagione? Ecco la risposta: 22 milioni di euro, se si sceglie di piazzare il proprio marchio sul cofano motore, sulle pance o sull’ala posteriore di una vettura, 8.5 milioni di euro per le fiancate anteriori, 4.5 milioni di euro se optiamo per gli specchietti o la parte inferiore del retrotreno ed infine 2.5 milioni di euro per imprimere il proprio logo, in bella vista, sul musetto.

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