Il CASO UNIPOL BANCA E L’OMISSIONE DI INDACAZIONI IN MERITO ALLE CLAUSOLE FLOOR ED EURIBOR NEGATIVO NEI MUTUI A TASSO VARIABILE.

Nel maggio del 2016 l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (nota anche con l’acronimo AGCM)[1] ha avviato un procedimento istruttorio nei confronti di UNIPOL BANCA S.p.A., rea di aver adottato condotte ingannevoli e contrarie alla diligenza professionale, consistenti nel commercializzare prodotti di mutuo a tasso variabile omettendo e/o non informando chiaramente ed esaustivamente i consumatori, nelle condizioni precontrattuali e contrattuali di tali prodotti, in merito alle soglie minime del tasso di interesse nominale annuo.

Vediamo più nel dettaglio quali sono le condotte illecite accertate dall’Autorità.

UNIPOL avrebbe omesso e/o non prospettato in maniera sufficientemente chiara ed esauriente, nei fogli informativi disponibili sul sito web www.unipolbanca.it, presso le proprie filiali e nelle comunicazioni periodiche inviate alla clientela, alcune informazioni rilevanti circa l’andamento del tasso di interesse nominale annuo dei mutui a tasso variabile.

 Le informazioni omesse e/o indicate in maniera parziale si differenziano in base alla circostanza in cui è stato sottoscritto il contratto, ovvero distinguendo a seconda se esso è stato stipulato prima o dopo che iniziassero a rilevare valori negativi del parametro EURIBOR[2].

Nel caso di contratti stipulati prima dell’evento denominato valore negativo del parametro EURIBOR, i consumatori non sarebbero stati adeguatamente resi edotti in merito all’esistenza di soglie minime del tasso di interesse nominale annuo, fissate dalle clausole contrattuali, specificamente previste nelle varie tipologie di offerta. Nel secondo caso, invece, circa l’esistenza di soglie minime del tasso di interesse nominale annuo, fissate dalle clausole contrattuali, di valore percentuale pari a quello degli stessi spread[3]

in modo tale da far si che i valori negativi dei citati parametri, e in particolar modo dell’Euribor, non rilevassero nella determinazione del tasso d’interesse nominale annuo[4].

Dalle rilevazioni effettuate nel corso nell’istruttoria, è emerso che la maggior parte dei mutui a tasso variabile, stipulati prima delle rilevazioni negative dei parametri di indicizzazione Euribor, prevedevano soglie minime del tasso di interesse nominale annuo (clausola di tasso minimo o floor), la restante parte, limitata rispetto alla prima, non prevedeva, invece, alcuna clausola floor. Come riportato nel testo del provvedimento, “si trattava dei prodotti destinati ai dipendenti del gruppo Unipol Sai nonché di ulteriori specifici prodotti destinati alla generalità dei consumatori come, ad esempio, il prodotto denominato “Mutuo dolce Mutuo” che non prevedeva alcuna clausola floor”.

Mentre per ciò che concerne la limitata parte dei mutui a tasso variabile, privi della clausola di tasso minimo e stipulati in seguito a tali rilevazioni negative, è stato evidenziato che la Banca non avrebbe mai applicato un tasso minimo pari allo spread, non avrebbe quindi attribuito un valore pari allo zero all’Euribor, ma avrebbe continuato “ad applicare, la somma algebrica prevista quale formula di calcolo del tasso di interesse nominale annuo (Euribor+spread)”.

Tale comportamento ingannevole sarebbe stato idoneo a indurre erroneamente i consumatori a ritenere che i mutui a tasso variabile commercializzati da UNIPOL fossero dei mutui a tasso variabile puro “con il riconoscimento della possibilità che il tasso di interesse nominale annuo potrebbe ridursi allo scendere dei valori percentuali dei parametri di indicizzazione (e propriamente dell’Euribor)”.

Ai sensi dell’articolo 9 del Regolamento sulle procedure istruttorie in materia di pubblicità ingannevole e comparativa, pratiche commerciali scorrette , violazione dei diritti dei consumatori nei contratti, violazione del divieto di discriminazioni, clausole vessatorie, adottato con Delibera AGCM 1 aprile 2015, n. 25411 il professionista, entro il termine di 45 giorni dal ricevimento della comunicazione di avvio di un’istruttoria, può presentare impegni volti alla rimozione dei profili di illeceità contestati, circostanza che determina la conclusione del procedimento anticipatamente senza irrogazione di alcuna sanzione.

A tal proposito, UNIPOL ha presentato una proposta di impegni, la quale è stata accettata dall’Autorità in data 7 febbraio 2017, determinando la chiusura anticipata dell’istruttoria senza accertamento dell’infrazione.

Cosa prevedono gli impegni avanzati da UNIPOL. Con riferimento ai contratti di mutuo a tasso variabile (ipotecari e chirografari), contenenti la clausola di tasso minimo, che verranno erogati ai consumatori in futuro, UNIPOL si impegna a provvedere ad una:

 

  • Revisione del testo della Clausola di tasso minimo: riformulazione del testo della clausola di tasso minimo contenuta nelle minute contrattuali;

 

  • Revisione dei modelli di foglio informativo, informazioni generali sul credito immobiliare, e prospetto informativo europeo standardizzato: integrazione dei modelli sopramenzionati, inserendo una precisazione riferita alla circostanza per cui “prevendendo il contratto una soglia minima di tasso di interesse, la misura del tasso di interesse applicabile non potrà in ogni caso ridursi al di sotto di tale soglia, neanche nell’ipotesi in cui la somma algebrica del parametro di indicizzazione e dello spread sia ad esso inferiore”;

 

  • Revisione del modello del documento di sintesi periodico: integrazione anche del modello di documento di sintesi periodico trasmesso alla clientela con l’aggiunta, nella sezione Condizioni del documento stesso, del nuovo campo “Tasso minimo di contratto: (..)%”;

 

  • Indicazione dell’esistenza della clausola di tasso minimo a ridosso dell’indicazione della denominazione commerciale del prodotto di mutuo: integrazione di tutta la documentazione precontrattuale e contrattuale (modello di foglio informativo, di PIES, modello SECCI, documento di sintesi, documento di sintesi periodico con inserzione) al fine di rendere esplicita la presenza di tale clausola inserendola a ridosso nella denominazione commerciale del prodotto di mutuo;

 

  • Invio di una specifica comunicazione, illustrativa della clausola di tasso minimo: con specifico riferimento ai contratti stipulati nel periodo intercorso tra il 1° gennaio 2012 e il 30 settembre 2016, ancora in corso di ammortamento, verrà inviata a ciascun mutuatario una comunicazione volta a rammentare l’esistenza della clausola di tasso minimo e gli effetti della stessa;

 

  • Riconoscimento di una somma straordinaria una tantum in conseguenza dell’eccezionale e imprevedibile perdurare dei valori di segno negativo dei parametri di indicizzazione applicati ai contratti di mutuo: con esplicito riferimento ai contratti nel periodo intercorso tra il 1° aprile 2015 e il 30 settembre 2016, UNIPOL “si impegna a riconoscere in via eccezionale e una tantum a ciascun mutuatario (..) una somma, con riguardo a ciascuna delle rate del mutuo con scadenza nel periodo 1° maggio 2015 – 31 ottobre 2016 per le quali sia stato rilevato un valore negativo del parametro di riferimento per la determinazione del tasso di interesse nominale annuo, pari al prodotto tra il capitale residuo dovuto alla scadenza della rata e un’aliquota uguale alla differenza tra zero e il corrispondente valore negativo del parametro di indicizzazione rilevato nella medesima rata”.

 

 

Giorgiana Grazioli

 

 

 

Approfondimenti

http://www.agcm.it/stampa/comunicati/8605-ps10295-mutui-a-tasso-variabile,-accolti-gli-impegni-di-unipol-banca-per-le-clausole-floor-ed-euribor-negativo.html

 

http://www.agcm.it/component/joomdoc/allegati-news/PS10295_accett.%20impegni%20omi.pdf/download.html

 

Il testo degli impegni presentati da UNIPOL può essere consultato al seguente link:

http://www.agcm.it/component/joomdoc/allegati-news/PS10295_Allegato-Proposta%20Impegn.pdf/download.html

 

[1] L’AGCM è un’autorità amministrativa indipendente, istituita la Legge n. 287 del 10 ottobre 1990, recante “Norme per la tutela del mercato e della concorrenza”. Essa svolge i seguenti compiti: garantire la tutela della concorrenza e del mercato; contrastare le pratiche commerciali scorrette nei confronti dei consumatori e delle microimprese, tutelare le imprese dalla pubblicità ingannevole e comparativa, vigilare affinché nei rapporti contrattuali tra aziende e consumatori non vi siano clausole vessatorie; vigilare sui conflitti di interesse in cui possono incorrere i titolari di cariche di governo; attribuire il rating di legalità alle imprese che ne facciano richiesta;

[2] Con l’acronimo EURIBOR – Euro Inter Bank Offered Rate, ovvero tasso interbancario di offerta in euro, si intende il tasso di riferimento che indica il tasso medio delle transazioni finanziarie in euro tra i principali istituti di credito europei;

[3] Lo spread è un parametro di indicizzazione

[4] http://www.agcm.it/component/joomdoc/allegati-news/PS10295_accett.%20impegni%20omi.pdf/download.html;

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