LA CONSOB INTERVIENE A TUTELA DEI RISPARMIATORI EVIDENZIANDO I RISCHI DERIVANTI DA INVESTIMENTI IN CFD E OPZIONI BINARIE.

La Consob ha pubblicato una comunicazione nella quale evidenzia i rischi insiti negli investimenti legati alle nuove forme di investimento sempre più complesse e speculative.

Ad oggi si assiste a una sempre più crescente diversificazione delle forme di investimento finanziario, alcune delle quali, tuttavia, risultano essere spesso speculative, complesse e altamente rischiose per il risparmiatore ignaro. Tra di esse stanno assumendo rilevanza i cosiddetti CFD (acronimo inglese di Contract For Difference), i rolling spot forex e le opzioni binarie.

In cosa consistono tali prodotti finanziari?

Innanzitutto occorre precisare che sono tutti strumenti finanziari derivati, il cui valore deriva appunto dall’andamento di un altro strumento finanziario sottostante che viene definito asset.

I CFD, o contratti per differenza, sono strumenti finanziari negoziabili online, i quali possono essere definiti come un contratto con il quale una parte si impegna a pagare all’altra la differenza tra il valore attuale e il valore futuro di un dato bene, che può essere un’azione, un cambio valutario, un indice finanziario, una materia prima. Trattasi, pertanto, di un contratto mediante il quale le due parti si scambiano un flusso finanziario derivante dal differenziale tra il prezzo di un’attività finanziaria sottostante, generato rispettivamente al momento dell’accensione del contratto e al momento della sua chiusura. Essi consentono, dunque, di trarre vantaggio economico dalle variazioni di prezzo di un asset sottostante.

Vengono definiti, inoltre, prodotti a leva finanziaria. Innanzitutto occorre specificare che l’investitore, tramite di essi, può assumere una posizione sul bene sottostante versando solo una piccola frazione del valore complessivo della posizione assunta, detto anche “margine iniziale” o “deposito iniziale”. Ad ogni modo, essendo, come affermato pocanzi, dei prodotti a leva finanziaria[1], all’investitore può essere altresì richiesto il versamento di somme addizionali, ad integrazione di quella e/o quelle inizialmente versate, a seconda dell’andamento della posizione sottostante, i cosiddetti “margini aggiuntivi” e il risultato dell’operazione (perdita o guadagno) può generare una somma ben superiore all’importo versato quale deposito iniziale.

Molto diffusi al momento sono i CFD aventi quale sottostante lo scambio di valute nell’ambito del cosiddetto Forex (Foreign Exchange Market), il più grande mercato finanziario dove avviene il trading tra le diverse valute. Essi sono altamente rischiosi in quanto il forex non è un mercato regolamentato e con prezzi ufficiali, bensì un mercato over the counter[2], ossia non regolamentato, dove i trader di tutto il mondo negoziano direttamente tra di loro.

I rolling spot forex sono prodotti finanziari simili ai CFD, i quali si caratterizzano per avere ad oggetto unicamente lo scambio di valuta. Nello specifico, sono contratti aventi ad oggetto la compravendita di valute sul Foreign Exchange Market (FOREX), i quali si distinguono in contratti “spot” o “rolling spot”. Mentre nei contratti “spot” la compravendita di valuta viene regolata giornalmente mediante una piattaforma di trading online, per cui le posizioni degli investitori si aprono e chiudono nel corso della stessa giornata, nei “rolling spot” la posizione chiusa al termine della giornata viene automaticamente riaperta il giorno successivo. In poche parole, l’intermediario applica un meccanismo di rollover consistente nella chiusura e nella successiva riapertura dell’operazione stessa. Anche i rolling spot forex sono prodotti a leva finanziaria.

Anche le opzioni binarie sono degli strumenti finanziari utilizzati dai trader per speculare sui mercati finanziari. Sono contratti che assicurano il pagamento di un importo predeterminato se l’evento si verifica entro una scadenza temporale prefissata. Se l’evento non si verifica l’investitore perde tutta la somma investita. In poche parole, il ricavo non viene valutato in termini differenziali, ma viene fissato al momento della stipula del contratto. Esso, pertanto, può essere limitato ad un ammontare prefissato oppure nullo. Ne consegue che le opzioni binarie non sono altro che delle scommesse sull’andamento, o trend, di un dato asset sottostante. Vengono definite binarie perché la previsione sull’andamento può essere solo di due tipi: al rialzo o al ribasso, ovvero prevedendo che la quotazione si alzerà o si abbasserà rispetto al prezzo attuale.

La Consob ha ritenuto opportuno mettere in guardia i risparmiatori da tali forme di investimento, che ritiene non adatte alla maggior parte degli investitori, in quanto “la caratteristica comune dei CFD, rolling spot forex ed opzioni binarie è quella di avere strutture e modalità di funzionamento tali per cui agli stessi sono associati una serie di rilevanti rischi difficilmente comprensibili e valutabili”.

Nel 2011 anche L’ESMA (European Securities and Markets Authority), l’Autorità Europea degli Strumenti Finanziari e dei Mercati ha pubblicato una segnalazione nella quale metteva in guardia gli investitori contro i principali rischi delle operazioni forex (consultabile al terzo link indicato alla sezione approfondimenti).

 

Giorgiana Grazioli

 

Approfondimenti:

http://www.consob.it/web/area-pubblica/dettaglio-news/-/asset_publisher/qjVSo44Lk1fI/content/comunicazione-consob-a-tutela-dei-risparmiatori-sui-rischi-legati-a-investimenti-in-cfd-e-opzioni-binarie/10194

https://www.esma.europa.eu/sites/default/files/library/2016-590_qa_on_cfds_and_other_speculative_products_-_mifid.pdf

http://webcache.googleusercontent.com/search?q=cache:NNTvx8lw_UwJ:www.consob.it/documenti/Regolamentazione/esma_documenti/2011/esma_2011_412_it.pdf+&cd=1&hl=it&ct=clnk&gl=it

[1] Attraverso l’utilizzo della leva finanziaria (o “leverage“) un soggetto ha la possibilità di acquistare o vendere attività finanziarie per un ammontare superiore al capitale posseduto e, conseguentemente, di beneficiare di un rendimento potenziale maggiore rispetto a quello derivante da un investimento diretto nel sottostante e, di converso, di esporsi al rischio di perdite molto significative (http://www.consob.it/web/investor-education/la-leva-finanziaria );

[2] Con il termine Over The Counter si è soliti definire dei mercati finanziari caratterizzati dal non essere assoggettati al rispetto di una regolamentazione specifica relativa all’organizzazione e al funzionamento del mercato stesso. Sono mercati il cui funzionamento, i titoli e gli operatori ammessi non sono assoggettati alla disciplina specifica e all’autorizzazione dell’Autorità di Vigilanza in materia di Mercati Regolamentati e non sono iscritti nell’apposito albo. Inoltre, esso le modalità di contrattazione non sono standardizzate ed è possibile stipulare contratti ‘atipici’.

[Voti: 0    Media Voto: 0/5]
Share this Post!

Related post