La differenza tra promotore finanziario e consulente finanziario indipendente: definizione e normativa di riferimento.

Al giorno d’oggi si sente sempre più spesso parlare di promotore finanziario e di consulente finanziario indipendente. Erroneamente si è portati a ritenere che siano due modi diversi di definire una stessa figura professionale, ma in realtà vi è una sostanziale differenza tra i due ruoli. Non solo essi hanno definizioni diverse, ma  svolgono altresì mansioni differenti.

 

 Il promotore finanziario, agente o mandatario, è la persona fisica deputata all’offerta fuori sede di strumenti finanziari e di servizi di investimento, ovvero è l’unica figura professionale che, in rappresentanza di un intermediario abilitato (banca, società di gestione del risparmio o società di intermediazione finanziaria o mobiliare), può svolgere nei confronti dei risparmiatori o potenziali clienti attività di promozione e di collocamento di dati servizi di investimento e/o di strumenti finanziari. Esso è, pertanto, un soggetto dedito al supporto del cliente nella scelta dei prodotti e dei servizi finanziari più adatti. Il promotore finanziario può, peraltro, svolgere date attività in un luogo diverso dalla sede legale dell’intermediario per cui opera ed è l’unico autorizzato a farlo.

 

Per poter esercitare tale professione, è necessaria l’abilitazione all’esercizio mediante l’iscrizione ad un apposito albo. Per poter conseguire l’abilitazione occorre:

 

  • Essere in possesso di specifici requisiti di onorabilità e non trovarsi nelle situazioni impeditive definite dal Decreto del Ministero del Tesoro n. 472/98 – Regolamento recante norme per l’individuazione dei requisiti di onorabilità e di professionalità per l’iscrizione all’Albo unico nazionale dei promotori finanziari (Modificato con D.M. 8 luglio 2010, n. 140);
  • Essere in possesso di un titolo di studio non inferiore al Diploma di istruzione secondaria superiore;
  • Essere in possesso dei requisiti di professionalità stabiliti dalla CONSOB[1] ( Commissione Nazionale per le Società e la Borsa),
  • Aver superato un apposito esame valutativo.

 

I requisiti di onorabilità che devono essere posseduti dal promotore finanziario sono elencati all’art. 1 del Decreto n. 472/98, il quale stabilisce che:

 

1) Non possono essere iscritti all’Albo unico nazionale dei promotori finanziari, coloro che :

  • a) si trovano in una della condizioni di ineleggibilità o decadenza previste dall’articolo 2382 del codice civile;
  • b) sono stati sottoposti a misure di prevenzione disposte dall’autorità giudiziaria ai sensi della legge 27 dicembre 1956, n. 1423 o della legge 31 maggio 1965, n. 575, e successive modificazioni ed integrazioni, salvi gli effetti della riabilitazione; c) sono stati condannati con sentenza irrevocabile, salvi gli effetti della riabilitazione:
  • 1)a pena detentiva per uno dei reati previsti dalle norme che disciplinano l’attività bancaria,
  • finanziaria, mobiliare, assicurativa e dalle norme in materia di mercati e valori mobiliari, di
  • strumenti di pagamento;
  • 2) alla reclusione per uno dei delitti previsti nel titolo XI del libro V del codice civile e nel regio decreto del 16 marzo 1942, n.267;
  • 3) alla reclusione per un tempo non inferiore a un anno per un delitto contro la pubblica amministrazione, contro la fede pubblica, contro il patrimonio, contro l’ordine pubblico, contro
  • l’economia pubblica ovvero per un delitto in materia tributaria;
  • 4) alla reclusione per un tempo non inferiore a due anni per un qualunque delitto non colposo.

2) Non possono essere iscritti all’Albo coloro ai quali sia stata applicata su richiesta delle parti una delle pene previste dal comma 1, lettera c), salvo il caso dell’estinzione del reato. Le pene previste dal comma 1, lettera c), n. 1) e n. 2) non rilevano se inferiori a un anno”.

I promotori finanziari devono, inoltre, rispettare puntuali regole di comportamento atte a garantire la massima affidabilità al risparmiatore. Tali regole sono definite agli artt. 78-82 del Regolamento recante norme di attuazione del decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58 in materia di intermediari, adottato dalla CONSOB con delibera n. 16190 del 29 ottobre 2007.

A tal proposito, l’art. 82, commi 1 e 2, del Regolamento statuisce che:

 

1. Nell’offerta fuori sede e nella promozione e collocamento a distanza di servizi di investimento altrui, gli intermediari interessati si organizzano in modo da assicurare il rispetto delle regole di condotta applicabili al servizio commercializzato.

  1. Nell’offerta fuori sede e nella promozione e collocamento a distanza di servizi di investimento altrui, l’intermediario è responsabile della completezza e dell’accuratezza delle informazioni trasmesse al soggetto che presta il servizio. L’intermediario che presta il servizio è responsabile della prestazione dello stesso sulla base delle informazioni trasmesse.

 

 

La Direttiva 2004/39/CE sui Mercati degli Strumenti Finanziari, meglio nota come Direttiva MIFID (Markets In Financial Instrumenets Directive), contempla il ruolo del promotore finanziario nella figura del cosiddetto Tied Agent (agente collegato), il quale viene definito all’articolo 4 come “la persona fisica o giuridica che, sotto la piena e incondizionata responsabilità di una sola impresa di investimento per conto della quale opera, promuove i servizi dell’impresa di investimento e/o servizi accessori presso clienti o potenziali clienti, riceve e trasmette le istruzioni o gli ordini dei clienti riguardanti servizi di investimento o strumenti finanziari, colloca strumenti finanziari e/o presta consulenza ai clienti o potenziali clienti rispetto a detti strumenti o servizi finanziari”.

Pur essendo diversa la definizione, sia sul piano dell’inquadramento giuridico, sia dal punto di vista dei requisiti professionali, la figura del Tied Agent rispecchia per molti aspetti quella del promotore finanziario, in quanto si distingue dall’intermediario avendo un rapporto di lavoro basato sul contratto di agenzia e deve essere in possesso di specifici elementi qualificanti, tra cui:

 

  • l’iscrizione ad un apposito albo pubblico;
  • i requisiti di onorabilità e professionalità;
  • il monomandato (divieto di lavorare per intermediari diversi dall’impresa di investimento per conto della quale opera);
  • la responsabilità dell’impresa per azioni e/o omissioni da esso compiute;
  • la garanzia della libertà professionale e della concorrenza.

A tal proposito, l’articolo 23, commi 2 e 3, della Direttiva MIFID dispone quanto segue:

2. Gli Stati membri prescrivono che le imprese di investimento che decidono di nominare agenti collegati mantengano la responsabilità piena e incondizionata per qualunque azione o omissione compiuta da detti agenti quando operano per conto di tali imprese.  Gli Stati membri prescrivono alle imprese di investimento di garantire che gli agenti collegati comunichino immediatamente a qualsiasi cliente o potenziale cliente in che veste operano e quale impresa rappresentano. OMISS

  1. Gli stati membri che decidono di permettere alle imprese di investimento di nominare agenti collegati istituiscono un registro pubblico. Gli agenti collegati sono iscritti nel registro pubblico dello Stato membro cui sono stabiliti. OMISS

Gli Stati membri assicurano che gli agenti collegati siano iscritti nel registro pubblico solo quando sia stato accertato  che soddisfano il criterio dell’onorabilità e possiedono conoscenze generali, commerciali e professionali adeguate per essere in grado di comunicare accuratamente tutte le informazioni riguardanti il servizio proposto al cliente o potenziale cliente”.

 

 

Con l’adozione della Legge 28 dicembre 2015, n.208 recante Legge di stabilità 2016,  sono state introdotte alcune significative novità.

Innanzitutto, i promotori finanziari hanno assunto la nuova denominazione di consulenti finanziari abilitati all’offerta fuori sede, la cui definizione è data dall’articolo 31, comma 2, del Decreto Legislativo 24 febbraio 1998, n. 58 recante Testo unico delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria:

 “E’ consulente finanziario abilitato all’offerta fuori sede la persona fisica che, in qualità di agente collegato ai sensi della Direttiva 2004/39/CE, esercita professionalmente l’offerta fuori sede come dipendente, agente o mandatario. L’attività di consulente finanziario abilitato all’offerta fuori sede è svolta esclusivamente nell’interesse di un solo soggetto.”

In secondo luogo è stato istitutito l’Albo unico dei consulenti finanziari (inizialente Albo nazionale dei Promotori finanziari) ed è cambiata la denominazione dell’Organismo deputato alla tenuta dell’albo stesso.

Inzialmente era la CONSOB a gestire la tenuta dell’albo dei promotori finanziari. Dal 1° gennaio 2009, invece, è tenuto dall’Organismo di vigilanza e tenuta dell’albo unico dei consulenti finaziari (OCF)[2], nella sua denominazione assunta con l’entrata in vigore della Legge di stabilità 2016. L’organismo è costituito in forma di associazione ed è composto dall’Associazione Nazionale delle società di collocamento di Prodotti Finanziari e di Servizi di Investimento (ASSORETI), l’Associazione Nazionale Promotori Finanziari (ANASF) e l’Associazione Bancaria Italiana (ABI)[3].  Tra sue competenze figurano la deliberazione e/o cancellazione dall’albo e il rilascio dei relativi attestati; l’indizione e l’organizzazione delle prove valutative; la verifica della permanenza dei requisiti prescritti per l’iscrizione all’albo.

 

L’Organismo, dunque, è tenuto anche alla verifica dei requisiti di professionalità che viene effettuata sulla base di rigidi e rigorosi criteri valutativi, i quali tengono conto della pregressa esperienza professionale che deve essere validamente documentata, ovvero sulla base di apposite prove valutative. Esso opera nel pieno rispetto dei principi dei criteri stabiliti dal Regolamento n. 16190/2007 e sotto la vigilanza della CONSOB stessa, la quale è competente:

  • A verificare che i comportamenti dei promotori finanziari nei confronti dei risparmiatori siano diligenti, corretti e trasparenti;
  • Ad adottare sospensioni cautelari dall’esercizio dell’attività per un periodo massimo di 60 giorni o, in casi determinati, anche di un anno;
  • A disporre radiazioni o sospensioni sanzionatorie da uno a quattro mesi dall’albo,
  • Ad irrogare altre sanzioni quali il richiamo scritto e la sanzione amministrativa pecuniaria[4].

Il consulente finanziario indipendente, invece, è un soggetto che svolge attività di consulenza verso terzi, a titolo oneroso e su base continuativa, in materia di strumenti finanziari mediante pubblicazioni o comunicazioni. In particolare, offre consulenza sul valore e sull’andamento degli strumenti finanziari, sulle opportunità di investimento, di acquisto o vendita degli stessi, oltre a produrre analisi e/o report inerenti agli strumenti finanziari. Dal punto di vista giuridico, tale figura professionale ricade nell’ambito di applicazione degli articoli 2222 (Contratto d’opera) e 2229 (Esercizio delle professioni intellettuali) e ss. del Codice Civile.

Una caratteristica fondamentale del consulente finanziario indipendente è quella di non essere legato ad alcun intermediario, ciò che determina il non essere vincolato nella scelta degli investimenti da proporre ai clienti, i quali possono essere differenti da quelli offerti da una data società di intermediazione e, quindi, una maggiore libertà di azione. In aggiunta, viene definito anche “consulente fee only” in quanto percepisce un guadagno unicamente dalla parcella del cliente che beneficia del servizio offertogli.

Più nel dettaglio, il consulente finanziario indipendente:

  • non percepisce alcuna provvigione di vendita, in quanto non è legato ad alcun intermediario finanziario o commerciale;
  • ha una maggiore libertà di scelta nell’offerta degli strumenti finanziari e/o investimenti da proporre al cliente;
  • sceglie esclusivamente strumenti efficienti che permettono al cliente di conseguire risultati in termini di rendimento;
  • per mezzo della sua consulenza il cliente consegue alcuni vantaggi, tra cui ha la possibilità di ottenere consistenti risparmi con gli strumenti offerti, in alternativa a quelli più complessi proposti da banche o società di intermediazione, e di avvalersi di un unico interlocutore con il quale instaurare un rapporto di fiducia che può consolidarsi nel tempo;
  • è professionalmente preparato e costantemente informato, data la frequentazionze di avanzati corsi di formazione e aggiornamento su ogni area di consulenza.

I consulenti finanziari indipendenti devono essere iscritti all’Albo unico dei Consulenti finanziari, il quale sarà gestito anch’esso dall’OCF, previo accertamento della sussistenza dei requisiti stabiliti all’articolo 8 del Regolamento di attuazione degli articoli 18-bis e 18-ter del d.lgs. n.58/1998 in materia di consulenti finanziari, adottato dalla CONSOB con Delibera n. 17130 del 12 gennaio 2010 (modificata dalla delibera n. 19548 del 17 marzo 2016), tra cui i requisiti di professionalista, onorabilità , indipendenza e patrimoniali, e previo superamento di un’apposita prova valutativa.

Infine, è opportuno segnalare che con l’adozione della nuova Direttiva 2014/65/UE sui Mercati degli Strumenti Finanziari del 15 maggio 2014, detta anche MIFID II, sono state introdotte alcune significative novità in materia, le quali verranno illustare in un successivo articolo dedicato esclusivamente al passaggio normativo dalla MIFID 1 alla MIFID 2.

 

 

 

Giorgiana Grazioli

 

 

 

Approfondimenti:

Il testo della Direttiva 2004/39/CE può essere reperito al seguente link:

http://www.consob.it/main/documenti/Regolamentazione/direttive_ue/1dir_2004_39_ce_2.htm

Il testo del Regolamento recante norme di attuazione del decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58 in materia di intermediari adottato dalla CONSOB può essere reperito al seguente link:

http://www.consob.it/main/documenti/Regolamentazione/normativa/reg16190.htm#Art._78

Il testo del Decreto Legislativo 24 febbraio 1998, n. 58 è disponibile al seguente link:

http://www.consob.it/main/documenti/Regolamentazione/normativa_ln/dlgs58_1998.htm#Art._31

Il testo del Regolamento di attuazione degli articoli 18-bis e 18-ter del d.lgs. n.58/1998 in materia di consulenti finanziari è disponibile al seguente link:

http://www.consob.it/main/documenti/Regolamentazione/normativa/reg17130.htm?hkeywords=&docid=4&page=0&hits=5#Art._8

[1] La Commissione Nazionale per le Società e la Borsa , conosciuta anche con l’acronimo CONSOB è un’autorità amministrativa indipendente istituita con la Legge n. 126 del 7 giugno 1974, la cui attività principale attiene alla tutela degli investitori, all’efficienza , alla garanzia e allo sviluppo del mercato mobiliare italiano. Essa svolge propriamente attività di regolamentazione, controllo, vigilanza, accertamento illeciti e detiene anche poteri sanzionatori nei confronti dei soggetti vigilati;

[2] L’articolo 38, della Legge n. 208/2015, disponde che “L’albo unico dei promotori finanziari di cui  all’articolo  31, comma  4,  del  decreto  legislativo  n.  58  del  1998   assume   la denominazione di «albo unico dei  consulenti  finanziari».  Nell’albo sono iscritti, in  tre  distinte  sezioni,  i  consulenti  finanziari abilitati all’offerta fuori sede, i consulenti finanziari autonomi  e le societa’ di consulenza finanziaria;

[3] Tale organismo nel 2016 ha cambiato denomizazione da “Organismo per la tenuta dell’albo dei promotori finanziari” a “Organismo di vigiolanza e tenuta dell’albo unico dei consulenti finanziari”;

[4] http://www.consob.it/main/intermediari/albo_promotori/index.html

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