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IL RADDOPPIO DELLE BOLLETTE E LA CULTURA DELL’INVESTIMENTO RESPONSABILE

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a cura dell’avv. Valentina AUGELLO e della Dott. Letizia Giorgianni

CERCHIAMO DI CAPIRE COSA CI RISERVA IL 2022 E COME CONTRASTARLO

“Nuovi straordinari record al rialzo dei prezzi dei prodotti energetici all’ingrosso (quasi raddoppiati nei mercati spot del gas naturale e dell’energia elettrica nel periodo settembre-dicembre 2021) e dei permessi di emissione di CO2, avrebbero portato ad un aumento del 65% della bolletta dell’elettricità e del 59,2% di quella del gas”. Questo è l’incipit del comunicato stampa con cui l’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (ARERA)

(click per aprire il comunicato stampa)

ha illustrato le dinamiche internazionali che spiegano le ragioni dell’aumento per la famiglia tipo, che sarà comunque del +55% per la bolletta dell’elettricità e del +41,8% per quella del gas per il primo trimestre del 2022.

In base a quanto previsto dalla Legge di Bilancio 2022, il Governo – oltre a ridurre l’Iva sul gas al 5% per il trimestre – ha stanziato le risorse necessarie agli interventi, con ciò consentendo di alleggerire l’impatto su 29 milioni di famiglie e 6 milioni di microimprese.

Questi interventi servono a prendere tempo, al fine di sostenere lo sforzo che gli italiani dovranno portare avanti per avviare il processo di transizione energetica.

Transizione cioè passaggio da una situazione a un’altra, da un modello di organizzazione sociale ordinato al consumo di mercato ad un modello di organizzazione sociale basato sull’autoproduzione di energia, proveniente da fonti rinnovabili che ispiri un modo di abitare più sostenibile.

La rete dei poteri ultrastatali modifica i rapporti tra Stato, società ed economia e processi: il bipolarismo tra pubblico e privato è soppiantato da nuove aggregazioni.

I nuovi soggetti che saranno protagonisti di questa svolta nel settore energetico si chiamano Comunità Energetiche.

Si tratta di aggregazioni di utenti che, tramite la volontaria adesione ad un soggetto giuridico, collaborano al fine di raggiungere l’obiettivo di produrre, consumare e gestire l’energia attraverso uno più impianti energetici locali.

Così ci sono associazioni, cooperative, enti del terzo settore, partenariati, Consorzi e organizzazioni senza scopo di lucro attraverso le quali si stabiliscono forme di cooperazione orizzontale tra privati, imprenditori e operatori pubblici del territorio per il conseguimento degli obiettivi di risparmio energetico.

Per favorire il compimento di questo passaggio arrivano i fondi del PNRR per l’energia fai da te.

Chi decide di investire nelle energie rinnovabili attraverso la creazione di Comunità Energetiche potrà beneficiare, in modo diretto o indiretto, di finanziamenti presenti in diverse Missioni e Componenti del PNRR:

– Promozione Fonti Rinnovabili per le CE e l’Autoconsumo

Importo: 2,2 Miliardi

Tipologia: Fondo perduto e prestito a tasso 0

Target: Per Comuni con meno di 5.000 abitanti.

– Interventi per la resilienza, la valorizzazione del territorio e l’efficienza energetica dei Comuni

Importo: 6 Miliardi (il 30% da utilizzare per interventi energetici) efficientamento e rinnovabili

Tipologia: Fondo perduto e prestito a tasso 0

Target: Comuni

Gestione: Ministero degli Interni

Piani Urbani Integrati (Fondo Tematico per la Rigenerazione)

Importo: 270 milioni

Tipologia: Prestiti Agevolati gestiti dalla Bei

Target: Comuni (per progetti PP con selezione attraverso gara pubblica)

Gestione: il MEF approva entro il terzo trimestre del 2022 il regolamento del Fondo.

Appare chiaro come la transizione energetica rappresenti solo uno dei campi dove si assiste a questo passaggio, da un modello di organizzazione sociale ad un’altro.

La materia è stata recentemente novellata dal Dlgs 199 del 8 novembre 2021 che deve essere letto in combinato disposto con l’art 42 bis del decreto mille proroghe del 2019 e con la normativa di attuazione di cui al Decreto Mise del 16.09.20 ed alla delibera 318/2020/R/EEL dell’ARERA.

La materia è stata recentemente novellata dal Dlgs 199 del 8 novembre 2021 che deve essere letto in combinato disposto con l’art 42 bis del decreto mille proroghe del 2019 e con la normativa di attuazione di cui al Decreto Mise del 16.09.20 ed alla delibera 318/2020/R/EEL dell’ARERA.

Per favorire l’investimento responsabile da parte dei soggetti suindicati nell’autoconsumo sono state previste diverse agevolazioni da parte dello Stato italiano:

A) Per i Cittadini Detrazione Fiscale al 50% sul costo dell’impianto (massimale di 96.000 globali) con possibilità di cessione del credito;

B) Per le Imprese Detrazione Fiscale al 6% sul costo dell’impianto con superammortamento al 130%;

C) per le Comunità Energetiche sono previsti meccanismi incentivanti per 20 anni:

1. abbattimento dei costi gestione rete (circa 10 € + MW/h);

2. Incentivo sulla produzione pari a 100 € MW/h per l’energia condivisa in un medesimo edificio;

3. Risparmio sul costo dell’energia autoprodotta (circa 55 € MW/h).

Insomma questa è la soluzione difficile, complessa, rivoluzionaria che viene proposta per superare le nuove sfide che la crisi del vecchio sistema ha lanciato: attraverso meccanismi incentivanti spetterà a ciascun singolo cittadino, ai condomini, alla Pubblica Amministrazione operante sul territorio ed alle imprese scegliere di autoconsumare l’energia elettrica prodotta da un impianto fotovoltaico ed ottenere così il risparmio in bolletta.

Una transizione energetica che consentirà di stabilire un meccanismo virtuoso in base al quale più energia si autoconsuma direttamente e più si riducono i costi delle componenti variabili della bolletta (quota energia, oneri di rete e relative imposte).

Dalla redazione di ASFinanza&Consumo

VETRINA DELLE AZIENDE – ASSOCIATO PARTNER

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