LE CONSEGUENZE DEL CONFLITTO UCRAINO SUI MUTUI

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Anche se il tasso variabile Euribor è rimasto stabile intorno allo 0,53% probabilmente i tassi saliranno di circa 50 punti base entro la fine anno e l’inizio del 2023.

Indipendentemente dalle decisioni di politica monetaria degli istituti centrali, sul mercato c’è uno stato di incertezza che farà salire il costo del denaro per effetto del maggior rischio.

L’interest rate swap, indice a 20 anni, era allo 0,64% agli inizi di febbraio per poi impennare raggiungendo l’1% il 25 febbraio.

Seppure il tasso sia ritornato negli ultimi giorni intorno al perimetro dell’0,85%, sono comunque lontani i valori registrati 12 mesi fa, che si aggiravano sullo 0,15%.

Secondo l’ultima rilevazione effettuata dalla Banca d’Italia per i mutui a tasso fisso, il TAEG medio di mercato si attesta sull’1,96% con offerte che arrivare all’1,5%, nulla di paragonabile con le soglie della prima metà del 2021, quando si poteva agevolmente trovare un mutuo intorno all’1%.

Livelli che porterebbero a un aumento degli interessi di 6.900 euro annui per un mutuo da 88mila euro su 25 anni.

Gli istituti di credito potrebbero diventare più selettivi nella concessione dei mutui concentrandosi fortemente sulla capacità del debitore di restituire il prestito.

Con le conseguenze del caso per i lavoratori precari. Salvo che per gli under 36 con Isee sotto i 40mila euro i quali, anche per quest’anno, potranno beneficiare della garanzia del fondo pubblico Consap per l’acquisto della prima casa.

dalla redazione di ASFINANZA