QUALI SONO LE CLAUSOLE VESSATORIE NEI CONTRATTI DI MUTUO.

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Presidente di AS Finanza&Consumo Dott. Antonio Suero

Dopo la sentenza delle Sezioni Unite della Cassazione, in cui apre la possibilità di bloccare il pignoramento immobiliare laddove i consumatori abbiano sottoscritto un contratto di mutuo dove sono state applicate o convenute clausole vessatorie, in molti ci avete chiesto quali sono e come possiamo individuarle.

Nell’ambito applicativo della disposizione (a carattere più generale) dell’art. 33, comma 1, il quale dispone: “Nel contratto concluso tra il consumatore ed il professionista si considerano vessatorie le clausole che, malgrado la buona fede, determinano a carico del consumatore un significativo squilibrio dei diritti e degli obblighi derivanti dal contratto.”.

A titolo indicativo e non esaustivo, le clausole vessatorie nei contratti bancari possono essere:

La prima e più frequente è quella relativa al calcolo degli interessi. In presenza di usura o di anatocismo, il consumatore può bloccare il pignoramento.

CLAUSOLA SUL TASSO FLOOR (MUTUI A TASSO VARIABILE)

Sono vessatorie le clausole che imponevano al consumatore un pagamento dello spread nei mesi in cui il tasso variabile risultava negativo, e la banca applicava un tasso floor pari a zero.

CLAUSOLE SUL FORO COMPETENTE

Sono da considerare vessatorie:
a) la clausola che stabilisce come foro competente sulle controversie una località diversa da quella di residenza o di domicilio elettivo del consumatore (anche se si indicano fori diversi e alternativi);
b) la clausola di elezione del foro del domicilio elettivo allorché ci si trovi in presenza di una generica “electio” nel luogo di residenza dell’imprenditore, avente come manifesta e unica finalità quella di radicare in quel luogo un titolo di competenza territoriale altrimenti insussistente.

CLAUSOLE SU GIURISDIZIONE E SU ARBITRATI (lettera t)

Sono da considerare vessatorie (101):
a) le clausole di deroga alla giurisdizione;
b) le clausole di deferimento della soluzione di eventuali controversie future ad arbitri, sia rituali che irrituali.

CLAUSOLA DI DIVIETO DI ACCOLLO (lettera t)

La clausola che vieta al mutuatario di effettuare un accollo del debito derivante dal mutuo determina una restrizione della libertà contrattuale nei rapporti con i terzi e quindi è vessatoria, salvo che le condizioni applicate al contratto di mutuo siano state stabilite in funzione di qualità soggettive del mutuatario (ad esempio, dipendente della banca oppure soggetto appartenente ad una categoria che ha stipulato una convenzione con la banca stessa); ciò perchè in quest’ultimo caso l’accollo determinerebbe la prosecuzione del rapporto contrattuale con un nuovo soggetto (l’accollante) privo del requisito soggettivo richiesto e quindi determinerebbe l’ingiustificata estensione di condizioni favorevoli a soggetti per i quali dette condizioni non erano previste

CLAUSOLE CHE CONSENTONO LO “IUS VARIANDI” (art. 33 comma 4, art. 33 comma 1 e anche lettera g del comma 2)

Vi sono discussioni in ordine alle clausole che attribuiscono alla banca uno “ius variandi”, ossia il diritto di modificare unilateralmente alcuni elementi del contratto. Si pensi alla clausola che attribuisce alla banca la possibilità di variare in senso sfavorevole al cliente il tasso di interesse, con una decisione unilaterale e discrezionale (109).
E’ necessario precisare che si è al di fuori della problematica dello ius variandi in caso di clausole di indicizzazione dei tassi a parametri obiettivi, non controllati dalla banca ma derivanti da istituzioni esterne e terze (ad esempio, in caso di riferimento all’Euribor).

CLAUSOLE IN TEMA DI SCIOGLIMENTO UNILATERALE DEL MUTUO PER INIZIATIVA DELLA BANCA (lettera t e lettera g)

Queste clausole sono importanti e ricorrenti; la loro importanza deriva dalla loro idoneità a determinare realmente “un significativo squilibrio dei diritti e degli obblighi derivanti dal contratto”. Esse sono state oggetto di analisi da parte della dottrina più consapevole in materia di mutuo

CLAUSOLE DI TRASLAZIONE DELL’ONERE TRIBUTARIO (art. 33 comma 1) Come è stato osservato (117), non sono vessatorie le clausole che pongono a carico del mutuatario l’imposta sostitutiva che colpisce il contratto di mutuo e le relative garanzie; mentre sono vessatorie (e probabilmente illegittime) le clausole traslative di ogni onere tributario, diretto o indiretto, che possa colpire il contratto di mutuo.