EIC: i nuovi programmi di finanziamento dell’Innovazione

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All’indomani della presentazione ufficiale del nuovo Work Programme EIC, abbiamo chiesto al prof. Mauro Andriotto, membro valutatore della Commissione europea per i progetti Horizon, di indicarci le principali novità introdotte per i prossimi 7 anni.

Lo European Innovation Council – EIC, rappresenta il principale strumento a sostegno dell’innovazione promosso dalla Commissione Europea nell’ambito di Horizon Europe, il nuovo Programma Quadro per la Ricerca e l’Innovazione dell’UE per il periodo 2021-2027. L’EIC, in particolare, è l’iniziativa più rilevante all’interno del “Pillar II – Innovative Europe” e si pone l’obiettivo di identificare, sviluppare e implementare innovazioni ad alto rischio di varia natura, technology-driven, con un focus principale sulle innovazioni pionieristiche, dirompenti, ad alto impatto sulla società e potenzialmente creatrici di mercato.

Con un evento pubblico online, lo scorso 18-19 marzo la Commissione Europea ha ufficialmente lanciato il nuovo Consiglio Europeo per l’Innovazione: particolare attenzione verrà riservata alla ricerca e sviluppo di soluzioni rivoluzionarie che contribuiscano al raggiungimento degli obiettivi del Green Deal europeo e del Piano di ripresa per l’Europa.

•  Prof. Ariotto, quali sono le principali novità introdotte da EIC e perché si è reso necessario introdurle?

Per comprendere al meglio le ragioni dietro le novità dei nuovi programmi EIC è bene partire dalla storia recente dei finanziamenti europei per piccole e medie imprese. Una storia che è stata caratterizzata da performance molto positive e da un budget sempre crescente. Infatti, lo strumento FET (*future emerging technologies*, “padre” dell’EIC Pathfinder) è passato da 180 milioni di euro nel 2018 a 350 nel 2020 mentre l’Accelerator è passato da 479 milioni di euro nel 2018 a 819 milioni nel 2020. Per i prossimi 7 anni, durata del nuovo programma Horizon Europe 2021-2027, l’EIC dovrebbe investire in media 1.5 miliardi di euro l’anno nei nuovi programmi di finanziamento a piccole e medie imprese, senza contare il budget aggiuntivo proveniente dal Next Generation Europe. Questa forte volontà di investire su imprese innovative deriva anche dal fatto che i fondi EIC hanno portato il 34% delle imprese finanziate ad essere quotate in borsa e a raccogliere da investitori privati mediamente 2.3 euro per ogni euro ricevuto dai fondi europei. Alla luce di questi recenti successi, l’EIC si è quindi preparato a gestire un numero crescente di finanziamenti e ha deciso di implementare una modalità di richiesta che sia più semplice ed accessibile alle imprese. Infatti, per il programma Accelerator, pensato per supportare le PMI nello sviluppo e commercializzazione di prodotti innovativi, è stata introdotta una gestione delle proposte progettuali basata su un doppio step di valutazione. Sarà più facile per le imprese preparare una prima proposta e poi essere invitate, in caso di successo, a preparare una più completa proposta progettuale nel secondo step di valutazione.

una gestione delle proposte progettuali basata su un doppio step di valutazione.

Questa nuova procedura dovrebbe essere più efficiente sia lato PMI che lato EIC che ha promesso di poter così dedicare più tempo ed attenzione ad ogni singola valutazione producendo feedback molto utili su sviluppo tecnologico e strategia commerciale per ogni proponente. Anche la burocrazia complessiva del programma è stata semplificata e tutte queste misure hanno come scopo principale invogliare quante più PMI a proporre progetti da finanziare all’EIC. Inoltre, per le imprese con progetti eccellenti, premiati con il Seal of Excellence, ma non finanziati per budget insufficiente, sono stati previsti servizi gratuiti di consulenza. Questi servizi, denominati EIC Business Acceleration Service (BAS) includeranno business coaching, accesso al network di investitori privati partner dell’EIC e consulenze specifiche nel campo dello sviluppo tecnologico e commerciale.

EIC prevede la possibilità di candidarsi ai bandi di 3 Work Program: EIC Pathfinder, Transition e Accelerator calls. Secondo Lei, come orientarsi e cosa è bene valutare nel momento in cui un’impresa, un’organizzazione, o una startup intenda fare domanda?

L’EIC ha deciso di suddividere la propria offerta di finanziamenti in 3 programmi separati per aiutare le imprese innovative alle prese con diversi livelli di sviluppo tecnologico e commerciale dei propri prodotti o servizi. Partendo dall’EIC Pathfinder, erede del programma FET, che è stato pensato per supportare principalmente la ricerca di base al fine di arrivare ad una validazione scientifica di una tecnologia innovativa. Essenzialmente tutte le attività corrispondenti ad un TRL (technology readiness level, la scala con cui l’EIC valuta la maturità tecnologica e commerciale di una innovazione) fra l’1 ed il 4. Per queste ragioni lo strumento è rivolto a consorzi di imprese ed enti di ricerca provenienti da diverse nazioni europee con un budget fino a 4 milioni di euro a fondo perduto a seconda delle call specifiche. Proseguendo sulla strada di un maggiore livello di maturità tecnologica, il programma EIC Transition ha un target invece molto specifico, dedicato a tutte quelle imprese, singole o in consorzi, che siano già passate da altri finanziamenti europei come ERC, EIT o EIC FET. Il budget, fino a 2.5 milioni di euro a fondo perduto per singolo progetto, dovrà essere impiegato per la prototipazione del prodotto caratterizzato dalla tecnologia innovativa, corrispondendo quindi ad un passaggio da TRL 4 a TRL 5/6.

EIC Accelerator è forse il programma più adatto alle PMI o startup

Per finire, vi è il programma forse più adatto alle PMI o startup che, da solo, impiegherà circa l’80% del budget totale dell’EIC: il programma Accelerator. I finanziamenti dell’EIC Accelerator sono rivolti a singole imprese/startup già costituite o anche persone fisiche intenzionate a fondare poi PMI o startup. I finanziamenti potranno essere composti da un grant a fondo perduto fino 2.5 milioni di euro e da una componente in equity fino a 15 milioni. Le imprese che saranno libere di scegliere per quale forma di finanziamento optare, compresa la possibilità di cumularle entrambe. Si potranno coprire le spese necessarie a portare un prodotto dallo stadio di prototipo, equivalente ad un TRL 5/6, fino all’industrializzazione e alla commercializzazione, pari al TRL 9. Appare quindi chiaro che i criteri per orientarsi fra i finanziamenti EIC siano da una parte il budget necessario, dall’altro la maturità tecnologica/commerciale dei propri prodotti.

Ringraziamo il prof. Mauro Andriotto per l’intervista che ci ha concesso, e ci auguriamo di incontrarlo ancora nelle nostre iniziative di formazione e rubriche di informazione sui temi di finanza e innovazione.

E’ notizia di ieri quanto dichiarato dal presidente del Consiglio Mario Draghi in occasione della conferenza stampa dedicata a fare il punto sulle decisioni prese dal Consiglio Ue: “Sarà la trasformazione digitale a innescare nuova occupazione e a consentire all’Italia di tenere testa alla perdita di posti di lavoro inevitabile a causa della crisi economica innescata dalla pandemia”. (Fonte CARCOM)

Di Silvia Sciubba, esperta di comunicazione digitale e innovative media.

Redazione AS Finanza&Consumo

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Mauro Andriotto è il fondatore e presidente di Andriotto Financial Services, una società  finanziaria specializzata in crypto finance. È riconosciuto a livello internazionale come uno dei leader nella blockchain e nell’offerta di Security Token Offering (STO). Mauro Andriotto è professore di Corporate Finance and Enterprise Risk Management presso SDA Bocconi, Università di Pisa e Università di Ginevra – UBIS. È un consulente esperto indipendente presso la Commissione Europea per Horizon 2020 (fondi totali 80 miliardi di euro) dove approva contributi pubblici fino a 2,5 milioni di euro per progetti europei innovativi e dirompenti. È, inoltre, ex quantitative leader presso EY per l’area del Sud Europa. E’ componente di diversi Advisory Board in tutto il mondo, ed è autore di pubblicazioni scientifiche in materia di finanza e gestione del rischio.

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