L’emendamento 1.1000/58 “Salva Conte”

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Due piccoli “comma” inseriti in un sub-emendamento al “Cura Italia” concedono l’immunità per gli errori dei politici 

Sembra essere sfuggito a tutti, fra le tante proposte emendative al decreto “Cura Italia”, quello che, in maniera più che esplicita, serve a salvare Conte, Borrelli, Arcuri e compagni da qualsiasi rischio di accusa (anche penale) per le eventuali negligenze che potrebbero aver causato vittime e danni, in questa emergenza.

Parliamo dell’emendamento numero 1000/58. Di fatto, è un subemendamento all’emendamento 1.100 del governo, che chiede di aggiungere al testo un articolo nuovo composto di quattro commi: i primi due commi riguardano i medici e gli operatori sanitari infettati o deceduti a seguito del Covid-19. Con il primo comma vengono tutelati i “datori di lavoro pubblici e privati” e con il secondo si stabilisce che tali danni “possono essere imputati a titolo di responsabilità civile soltanto alla struttura sanitaria o socio-sanitaria”.

Ecco che il terzo comma cambia argomento e interviene per salvare da qualsiasi colpa “i titolari di organi di indirizzo e di gestione”, limitandone la responsabilità dei “danni a terzi” (ovvero morti, infettati, perdite economiche) “ai soli casi di dolo o colpa grave”.

Qui di seguito il testo completo dell’emendamento:

«3. È limitata ai soli casi di dolo o colpa grave la responsabilità civile, penale e amministrativo-contabile dei titolari di organi di indirizzo o di gestione che, nel corso dell’emergenza sanitaria in atto, nell’esercizio delle proprie funzioni istituzionali, anche normative od amministrative, abbiano adottato ordinanze, direttive, circolari, raccomandazioni, pareri, atti o provvedimenti comunque denominati, la cui concreta attuazione, da parte delle strutture sanitarie e socio-sanitarie, degli esercenti le professioni sanitarie, degli enti preposti alla gestione dell’emergenza o di altri soggetti pubblici o privati tenuti a darvi esecuzione, abbia cagionato danni a terzi».

Da sottolineare che, forse, per evitare qualsiasi possibile interpretazione si citano esplicitamente “ordinanze, direttive, circolari, raccomandazioni, pareri, atti o provvedimenti comunque denominati”. Quindi, tutti gli atti del Governo.

Poiché, però, il ritardo per la mancanza di mascherine, tute, guanti e respiratori potrebbe anche essere una “colpa grave”? Ecco arrivare il comma 4 a salvare l’operato del governo, specificando che, nella valutazione della gravità, bisogna giustificare la difficoltà di reperire tempestivamente il materiale.

Lasciamo ai lettori ogni valutazione, ma ricordiamoci che siamo ancora in uno Stato di diritto!

Redazione AS Finanza&Consumo

Vedi anche https://www.asfinanza.com/gli-aiuti-del-cura-italia-alle-partite-iva-e-pmi/

2 Commenti

  1. Ma vergognatevi. Nessuno ha colpa per quello che è successo. E in ogni caso molte delle colpe sarebbero, se mai, dei governatori leghisti, e non del governo. Finitela di avvelenare i pozzi.

  2. Non vorrei sbagliare ma questo mi sembra l’emendamento della lega x salvare il governatore Fontana, che dopo le proteste dei medici la Lega stessa ha ritirato. Chiamarlo poi “Salva Conte” quando in Italia responsabili della sanità sono solo i Governatori, mi sembra che svela completamente l’intento calunniatorio di chi diffonde questa notizia. Se fosse così non c’è proprio limite al peggio

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