La novità delle lettere di cortesia del fisco ai Contribuenti o come ti cambio il fisco

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Riceviamo e volentieri pubblichiamo la comunicazione fornitaci dall’Ufficio Comunicazione dell’Agenzia delle Entrate, riguardante la “novità” delle c.d. lettere di cortesia del fisco ai contribuenti. Non possiamo non rilevare che i toni sono, forse, eccessivamente “trionfalistici” in relazione ai principi di trasparenza e collaborazione nel rapporto fisco-cittadini.

Ad oggi infatti tali principi, anche in relazione a quanto statuito nello Statuto del Contribuente (legge ormai risalente al 2000), risultano insufficientemente attuati.

L’auspicio su tali lettere è che esse non costituiscano un ennesimo caso di occasione mal gestita.

Comunicazione Agenzia delle Entrate

Lo scorso anno sono state 500mila le lettere, mittente Agenzia delle Entrate, recapitate ai cittadini per segnalare in anticipo possibili anomalie.

Ecco come rimediare evitando, in futuro, di ricevere un eventuale avviso d’accertamento: regolarizzando la propria posizione con una mini-sanzione, oppure, dialogando con le Entrate per eliminare l’errore.

Lettere, alerts, comunicazioni o inviti ad adempiere.

Di certo non difettiamo di parole per indicare la nuova modalità, adottata da più di 1 anno dall’Agenzia delle Entrate, che di fatto ridisegna, rovesciandola completamente, in senso positivo, la relazione tra fisco e contribuenti, dopo un lungo periodo di stasi.

Quasi una “glaciazione fiscale”.

Ebbene, ora possiamo affermare che anche il fisco cambia. A testimoniarlo sono le oltre 500mila comunicazioni già inviate nel 2015 e quelle che, in numero maggiore, i cittadini riceveranno nell’anno in corso.

Cambia perché muta la strategia messa in campo nel contrasto all’evasione fiscale.

Il nuovo corso nei rapporti con i contribuenti appare oggi fondato su due capisaldi: trasparenza e collaborazione.

Tradotto in pratica, si tratta d’un approccio strategico fortemente innovativo il cui perno centrale è costituito dalla condivisione delle informazioni “a monte” per semplificare gli adempimenti, promuovere la compliance e favorire l’emersione spontanea delle basi imponibili.

Come ti rovescio, a favore dei contribuenti, ma non degli evasori, il rapporto tra cittadini e fisco:

al posto dei classici controlli ex post che prevedevano pesanti sanzioni e interessi, l’Agenzia comunica in via preventiva con il contribuente e lo “allerta” con un messaggio (via Pec o posta prioritaria) che, dall’incrocio tra quanto indicato nella dichiarazione dei redditi e le altre informazioni di cui il Fisco dispone, risultano delle anomalie cui è preferibile dare risposte nell’immediato piuttosto che attendere l’evolversi di controlli futuri, che comporteranno l’innalzamento sia delle eventuali sanzioni sia degli interessi.

L’Alert cortese del fisco come “salvagente” per il contribuente:

grazie a queste segnalazioni, il contribuente può rimediare per tempo a un eventuale errore e assicurarsi così la riduzione delle sanzioni prevista dal ravvedimento operoso (articolo 13 del D.Lgs. n. 472/1997). In alternativa, può fornire alle Entrate elementi, fatti e circostanze in grado di giustificare la presunta anomalia. L’obiettivo, infatti, è quello di informare il contribuente della sua posizione fiscale, in tempo utile per consentirgli di fornire elementi necessari a correggere o giustificare una situazione atipica.

“L’Agenzia scrive”, come viaggiano le comunicazioni:

le lettere sono recapitate tramite posta ordinaria o, per i titolari di partita Iva, agli indirizzi di posta elettronica certificata (Pec) registrati nell’Indice Nazionale degli Indirizzi di Posta Elettronica Certificata (INI-PEC), istituito presso il Ministero dello Sviluppo Economico. Il dettaglio di tutti gli elementi di anomalia riscontrati è invece disponibile all’interno del cassetto fiscale, dove spicca la nuova sezione “L’Agenzia scrive”, dedicata espressamente alle comunicazioni pro-compliance.

Cosa fare se arriva la comunicazione:

se il contribuente riconosce i rilievi evidenziati dall’Agenzia, può correggerli tramite il ravvedimento operoso, presentando una dichiarazione integrativa e versando le maggiori imposte dovute, i relativi interessi e le sanzioni correlate alla infedele dichiarazione in misura ridotta.

  • Per effettuare il pagamento, occorre indicare nel modello F24 il codice atto riportato in alto a sinistra sulla comunicazione.
  • Per informazioni relative al contenuto della comunicazione o per fornire precisazioni utili a eliminare l’incongruenza segnalata, nel caso in cui il contribuente ritenga che i dati originariamente riportati nella dichiarazione dei redditi siano corretti, sono invece a disposizione i numeri 848.800.444, da telefono fisso (tariffa urbana a tempo) e 06/96668907, da cellulare (costo in base al piano tariffario applicato dal proprio gestore), dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 17. In entrambi i casi occorre selezionare l’opzione “servizi con operatore > comunicazione accertamento”.
  • In alternativa, è possibile contattare uno degli Uffici Territoriali della Direzione Provinciale dell’Agenzia delle Entrate o utilizzare Civis, il canale di assistenza dedicato agli utenti dei servizi telematici, che consente anche di inviare in formato elettronico gli eventuali documenti utili.

Quanto costa rimediare con il ravvedimento soft:

grazie a questa nuova e più avanzata forma di comunicazione con il Fisco, i contribuenti che hanno ricevuto la lettera possono regolarizzare gli errori e le omissioni eventualmente commesse con le modalità previste dall’istituto del ravvedimento operoso (articolo 13 del Dlgs n. 472/1997), beneficiando così della riduzione a un sesto delle sanzioni.

Quali “errori” fanno scattare l’avviso del Fisco:

a rientrare tra le ragioni oggetto di eventuali comunicazioni vi sono i casi di anomalie relative ad alcuni redditi, che, dai dati in possesso dell’Agenzia, risulterebbero non dichiarati, in tutto o in parte, nella dichiarazione modello Unico o 730 presentata e che non avrebbero quindi concorso alla formazione dell’imponibile, come peraltro dovuto. Ad ogni modo, l’invito ad adempiere può anche essere motivato da semplici errori o dimenticanze che, in passato, avrebbero subito fatto partire l’avviso di accertamento e che invece, con la nuova impostazione impressa ai controlli, vengono preventivamente sottoposti all’attenzione del contribuente al fine di trovare una soluzione in anticipo rispetto alle procedure tradizionali.

Di seguito il dettaglio sulle tipologie reddituali rientranti tra le casistiche degli inviti ad adempiere:

    • Redditi di lavoro dipendente e assimilati (tra cui gli Assegni periodici corrisposti dal coniuge o ex coniuge);
    • Redditi di capitale derivanti dalla partecipazione qualificata in società di capitali;
    • Redditi di partecipazione in società di persone (comprese le imprese familiari), nonché in SRL in trasparenza;
    • Alcune tipologie di redditi diversi e redditi derivanti da lavoro autonomo abituale e non professionali;
    • Redditi di impresa derivanti da quote di plusvalenze e/o sopravvenienze attive.

Fonte: Ufficio Comunicazione Agenzia delle Entrate

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