Il risiko bancario italiano è entrato nella sua fase più spettacolare e, al centro della partita, c’è oggi il Monte dei Paschi di Siena. La banca senese, dopo essere stata a lungo considerata uno dei grandi problemi del sistema finanziario nazionale, è diventata uno dei protagonisti del consolidamento bancario italiano. E la sua strategia più recente è sorprendente: invece di lasciarsi acquisire da INTESA, MPS ha deciso di rilanciare con una doppia offensiva su Banco BPM e Banca Generali.
I tre scenari in modo molto concreto, distinguendo cosa potrebbe significare per chi possiede azioni MPS
1. Scenario positivo: MPS vince la partita
È lo scenario che Lovaglio sta cercando di costruire.
MPS riesce a portare a casa Banco BPM + Banca Generali, creando un nuovo grande gruppo bancario italiano. Le due operazioni valgono complessivamente circa 34 miliardi di euro e sono pagate attraverso nuove azioni MPS, non in contanti. Il progetto punta a un gruppo con circa 70 miliardi di capitalizzazione e importanti sinergie.
Cosa succederebbe alle azioni MPS?
Nel medio-lungo periodo potrebbe essere molto positivo, se le sinergie promesse saranno effettivamente realizzate.
Il punto fondamentale è questo:
MPS oggi vale relativamente poco rispetto al gruppo che Lovaglio vuole costruire.
Se il mercato comincia a credere che il nuovo gruppo possa produrre più utili di quanto MPS riuscirebbe a generare da sola, il valore delle azioni potrebbe beneficiare della crescita degli utili.
MPS prevede circa 2,6 miliardi di euro di sinergie annue ante imposte.
Per l’azionista MPS: potenziale molto interessante, ma con un rischio elevato di esecuzione.
2. Scenario intermedio: MPS compra Banca Generali ma non Banco BPM
Questo scenario è particolarmente interessante.
L’operazione su Banca Generali è più piccola — circa 8,7 miliardi — mentre quella su Banco BPM vale circa 25,3 miliardi.
Alcuni osservatori hanno già ipotizzato che MPS possa eventualmente accontentarsi di una delle due operazioni, con Banca Generali considerata una possibile strada più semplice rispetto alla complessa partita su Banco BPM.
Perché potrebbe essere interessante?
Perché Banca Generali porterebbe a MPS una forte componente di wealth management, cioè gestione del risparmio e consulenza finanziaria.
MPS diventerebbe quindi meno dipendente dal tradizionale business bancario.
Per l’azione MPS
Potrebbe essere uno scenario meno spettacolare ma forse più gestibile.
Il problema è che potrebbe non bastare a rendere impossibile l’offerta di Intesa.
3. Scenario negativo: MPS perde contro Intesa
Questo è lo scenario che bisogna prendere molto sul serio.
Intesa Sanpaolo ha presentato un’offerta su MPS da circa 30,6 miliardi di euro. Se l’operazione di Lovaglio non riuscisse a convincere gli azionisti di Banco BPM e Banca Generali, MPS potrebbe rimanere sostanzialmente esposta alla proposta di Intesa.
E qui c’è una cosa importante:
se Intesa prende MPS, non significa necessariamente che l’azionista MPS perda tutto.
Al contrario, l’offerta di Intesa è proprio un’offerta agli azionisti MPS. Il problema è capire a quale valore e con quali condizioni si arriverebbe alla conclusione della partita.
L’offerta di Intesa prevede inoltre una riorganizzazione della rete MPS, con il coinvolgimento di Unipol e BPER.
Quindi l’azionista potrebbe ritrovarsi a monetizzare o scambiare le proprie azioni, ma rinunciando alla possibilità di partecipare alla crescita del nuovo grande gruppo immaginato da Lovaglio.
Ma c’è un quarto scenario che secondo me è il più interessante
La guerra continua senza che nessuno vinca subito.
MPS potrebbe non riuscire a completare entrambe le acquisizioni, Intesa potrebbe non riuscire immediatamente a prendere MPS e la partita potrebbe diventare una lunga trattativa tra azionisti.
E qui entrano in gioco soggetti come Crédit Agricole, Delfin, Caltagirone, Generali e il Tesoro italiano.
Per esempio, Crédit Agricole possiede oltre il 29% di Banco BPM, una partecipazione enorme per qualsiasi operazione sulla banca.
Questo significa che la partita non dipende soltanto da Lovaglio e Intesa.
Il punto che guarderei di più se avessi azioni MPS
Non guarderei semplicemente il prezzo giornaliero.
Guarderei soprattutto tre cose:
| Cosa guardare | Perché è importante |
| Banco BPM | Se gli azionisti accettano l’OPS, MPS cambia dimensione |
| Banca Generali | Determina quanto MPS riesce a rafforzarsi nel wealth management |
| Azionisti MPS | Il 29 ottobre dovranno votare sull’operazione |
L’assemblea MPS è prevista per il 29 ottobre 2026 e per approvare il progetto serve una maggioranza qualificata dei due terzi.
Se dovessimo semplificarla:
🟢 MPS vince:
grande potenziale di rivalutazione nel lungo periodo, ma bisogna dimostrare che il mega-gruppo funziona.
🟡 MPS fa solo un’operazione:
potrebbe essere una soluzione più prudente e gestibile, ma probabilmente non sufficiente da sola a chiudere la partita con Intesa.
🔴 Intesa vince:
MPS perde l’indipendenza, ma gli azionisti non necessariamente vengono “massacrati”: dipende dal valore finale dell’offerta e dalle condizioni.
⚠️ Salta tutto:
secondo me è lo scenario più delicato nel breve termine, perché MPS avrebbe messo sul tavolo una strategia molto aggressiva senza ottenere la trasformazione dimensionale che cerca. S&P ha già evidenziato che la doppia operazione presenta una complessità e rischi di esecuzione superiori a molte recenti operazioni bancarie.
E c’è una cosa ancora più importante
Il mercato non ha accolto con entusiasmo la doppia mossa di MPS: nei primi scambi dopo l’annuncio, MPS è scesa mentre anche alcuni titoli coinvolti hanno reagito negativamente.
Questo non significa che l’operazione sia sbagliata. Significa che gli investitori stanno chiedendo a Lovaglio di dimostrare che i vantaggi industriali valgono davvero la complessità dell’operazione.

