mercoledì, Agosto 12, 2026
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Negli ultimi anni è convenuto più MUTUO A TASSO FISSO O VARIABILE?

Se guardiamo agli ultimi 20 anni nel loro complesso (circa 2006–2026), la risposta è:

  • In media, il mutuo a tasso variabile è costato meno a chi è riuscito a sostenere le oscillazioni delle rate.
  • Il mutuo a tasso fisso ha offerto maggiore stabilità e, in alcuni periodi, si è rivelato un affare eccezionale.

Ecco come si può suddividere il periodo.

PeriodoIn generale è convenuto di più
2006–2008Fisso (i tassi erano relativamente alti prima della crisi)
2009–2021Variabile (i tassi BCE sono rimasti vicini allo zero o negativi per molti anni)
2022–2024Fisso per chi lo aveva già sottoscritto; i variabili hanno subito forti aumenti delle rate
2025–2026Il variabile è tornato più interessante grazie alla discesa dei tassi, ma dipende dalle condizioni offerte

Chi ha speso meno?

Prendiamo un esempio teorico:

  • Mutuo di 200.000 € per 25 anni acceso nel 2010.
  • Chi ha scelto il variabile ha beneficiato per oltre un decennio di tassi molto bassi, spesso inferiori all’1–2%.
  • Chi ha scelto il fisso ha pagato una rata leggermente più alta per molti anni, ma non ha subito gli aumenti del 2022–2024.

Nel complesso, molti mutuatari con il variabile hanno comunque pagato meno interessi totali, nonostante il rialzo recente, perché hanno beneficiato di oltre dieci anni di tassi estremamente bassi.

Ma c’è un’eccezione importante

Chi ha acceso un mutuo tra il 2019 e il 2021 a tasso fisso ha probabilmente fatto uno dei migliori affari degli ultimi decenni:

  • tassi fissi intorno all’1% (o anche meno);
  • rate rimaste invariate mentre i tassi di mercato sono saliti rapidamente nel 2022–2023.

In questi casi il fisso ha battuto nettamente il variabile.

In sintesi

  • Dal punto di vista del costo medio: il variabile è stato generalmente più conveniente negli ultimi 20 anni.
  • Dal punto di vista del rischio e della prevedibilità: il fisso ha protetto dai forti aumenti dei tassi e, per chi lo ha sottoscritto nel periodo 2019–2021, è stato probabilmente la scelta migliore.

Facciamo una simulazione semplificata ma realistica.

Ipotesi

  • Importo: 150.000 €
  • Durata: 25 anni (300 rate)
  • Data di stipula: gennaio 2010

Confrontiamo due scenari:

  1. Tasso fisso: 4,0% (valore realistico dell’epoca)
  2. Tasso variabile: parte dal 2,0%, poi segue l’andamento dei tassi BCE/Euribor, con tassi molto bassi dal 2012 al 2021 e un forte rialzo nel 2022–2024.
Tasso fissoTasso variabile
Rata iniziale792 €636 €
Rata minima792 €circa 520 €
Rata massima792 €circa 900 € (2023)
Interessi pagati nei primi 16 anni~84.000 €~60.000–65.000 €

Cosa sarebbe successo

Con il fisso

  • Rata sempre di 792 €.
  • Nessuna sorpresa.
  • Maggiore spesa nei primi dieci anni rispetto al variabile.

Con il variabile

  • Per circa 10 anni la rata sarebbe rimasta molto bassa, spesso tra 520 € e 600 €.
  • Nel 2022–2024 sarebbe salita rapidamente, arrivando anche a circa 900 €.
  • Nel 2025–2026, con la riduzione dei tassi, la rata avrebbe iniziato nuovamente a scendere.

Quanto si risparmia?

Con un mutuo acceso nel 2010, il risparmio complessivo del variabile rispetto al fisso è dell’ordine di:

  • 15.000–25.000 € di interessi in meno (stima, dipende dallo spread applicato dalla banca e dall’esatta evoluzione dell’Euribor).

Questo perché gli oltre dieci anni di tassi prossimi allo zero hanno avuto un impatto molto maggiore del rialzo verificatosi tra il 2022 e il 2024.

Se il mutuo fosse stato acceso nel 2020

Lo scenario cambia completamente:

  • Fisso: circa 0,8–1,2%, rata intorno a 560 €.
  • Variabile: inizialmente simile, ma nel 2023 la rata avrebbe potuto superare 800 €.

In questo caso il tasso fisso avrebbe consentito un risparmio di decine di migliaia di euro rispetto al variabile.

In conclusione, per un mutuo da 150.000 € acceso nel 2010, il variabile sarebbe stato probabilmente la scelta economicamente più conveniente, pur richiedendo la capacità di affrontare un forte aumento della rata nel 2022–2024. Al contrario, per mutui accesi tra il 2019 e il 2021, il fisso è risultato, nella maggior parte dei casi, la scelta più vantaggiosa.

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