Capital One è in difficoltà per eccessiva esposizione sui derivati

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Un’analisi dei mercati finanziari negli USA.

Il crollo del 50% dei prezzi del greggio causato dal coronavirus e da un eccesso di fornitura da parte dei principali produttori, ha visto la sua corsa verso i minimi storici del “pallone gonfiato” degli swap, ponendolo vicino alla soglia minima entro la fine di questo mese.

In breve, Capital One ha fatto un trading suicida, scommettendo, tramite i derivati, che il petrolio non sarebbe sceso fino ai livelli attuali – ai minimi da 17 anni – e solo l’intervento della Commodity Futures Trading Commission (CFTC) ha impedito l’invio di una richiesta di depositare ulteriori contanti o titoli per coprire possibili perdite di portata sconosciuta. La Capital One, per attività, è classificata all’undicesimo posto nella lista delle più grandi banche degli Stati Uniti.

Le pressioni stanno aumentando su quelle società di Wall Street che hanno dato alle compagnie petrolifere, come PEMEX, l’equivalente in “Puts” di tutta la loro produzione di petrolio a prezzi superiori a 50,00 dollari al barile per un certo numero di anni. Man mano che questi “put” arriveranno a scadenza, la tensione sulle società di Wall St. e sulle banche statunitensi crescerà a dismisura. Questo è solo l’inizio.

E, attenzione, stiamo parlando solo dell’industria petrolifera. Poiché la maggior parte dell’industria statunitense è in fase di chiusura, società come le compagnie aeree e la Boeing potrebbero andare in bancarotta. I prestiti bancari a queste entità saranno spazzati via. Man mano che questi prestiti vengono cancellati, le banche inizieranno a vacillare. Inoltre, i mercati azionari, legati come sono ai mercati derivati, sentiranno la pressione dell’economia americana in crollo, il salvataggio della Federal Reserve su Wall Street inizierà a cadere a pezzi.

Warren Buffett paragona tutto questo alla reazione a catena che genera l’esplosione nucleare. Una volta avviate queste esplosioni nucleari, il salvataggio della Fed verso le banche si trasformerà nella loro nazionalizzazione, come accaduto nel novembre 2008 a Citibank da parte di Troubled Asset Relief Program (TARP) per 306 miliardi di dollari.

Il bilancio della Federal Reserve si sta ingigantendo di nuovo rapidamente, come nel 2008, quando è passato da 900 miliardi di dollari a circa 4,5 trilioni di dollari.

Va ricordato che tra il 1914 e il 2008, la Federal Reserve ha creato 900 miliardi di dollari di credito, ma nel 2008 ha iniziato una delle più grandi espansioni della storia per salvare gli Stati Uniti dal collasso totale, creando 400 anni di credito aggiuntivo, aumentandolo di 3,6 trilioni di dollari, pari a quattro volte i precedenti 900 miliardi di dollari. Questo ha portato il credito a 3.6 + 09 = 4,5 trilioni di dollari.

Siccome questo credito è collocato nel sistema bancario commerciale, si moltiplica in base al requisito di riserva, per cui, a M-3 era 14.48 trilioni di dollari nel 2018, partendo da 4.5 trilioni.

la FED ha perso il controllo dell’emissione di moneta

La recente eliminazione dei requisiti di riserva significa che la FED ha perso il controllo dell’emissione di moneta in quanto le banche possono creare credito illimitato dalla loro base, creando una potenziale iperinflazione per gli Stati Uniti, se l’offerta di moneta cresce troppo rapidamente e la produzione collassa in seguito alla chiusura dell’economia.

Gli Stati Uniti salvarono Citigroup Inc, accettando di sostenere la maggior parte delle perdite per circa 306 miliardi di dollari di attività rischiose della banca e iniettare nuovo capitale, rafforzando la speranza degli investitori che il governo sosterrà le grandi banche, mentre l’economia affonda in recessione.

Il credito della Federal Reserve sta ricominciando ad aumentare troppo in questa crisi.

Il bilancio della Federal Reserve è ora pari a 5,3 trilioni di dollari, cresciuto del 12,4% rispetto solo all’ultima settimana. La banca centrale sta aumentando notevolmente la propria tesoreria ed altre attività che possiede, nel tentativo di mantenere i mercati e l’economia a galla nell’attuale crisi sanitaria e finanziaria del 27 marzo 2020.

I mercati derivati stanno cominciando a implodere.

L’importo della creazione di credito della Federal Reserve per salvare tutte le posizioni delle banche e dei giocatori d’azzardo con hedge fund potrebbe essere di decine di trilioni di dollari, poiché la situazione attuale è molto più grave rispetto a quella del 2008, e molto più estesa. Una volta che questa implosione inizia veramente, può essere impossibile recuperare il ritardo sulle inadempienze.

Nell’analisi fatta su questa orrenda esposizione, Henry Kaufman nel 2008 ha sostenuto che, se questi derivati iniziano a implodere, tutte le principali banche del mondo dovranno essere immediatamente nazionalizzate sulla base dell’emergenza. Ha continuato dicendo che, permettere a questi derivati di crescere in questo modo, è stato il culmine della follia, in base a quelle che Buffett ha descritto come armi finanziarie di distruzione di massa: era solo il 2008, oggi è molto peggio.

Se gli Stati Uniti non torneranno immediatamente in banca e al lavoro, e questi 2,5 quadrilioni di derivati inizieranno a implodere rapidamente, le crisi economiche che si svolgeranno creeranno un collasso tale, la cui portata non è mai stata testimoniata in tutta la storia. Le conseguenze saranno incalcolabili.

Di Ing. Claudio Peretti

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