GLI EROI SILENZIOSI: Fabio Massimo Pallottini, Presidente Italmercati

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Intervista del Direttore Responsabile della rivista AS FINANZA avv. Giuseppe Lepore a coloro che hanno consentito al nostro Paese di sostenersi nel periodo di lockdown.

Dott. Fabio Massimo Pallottini Presidente Italmercati.

Dott. Pallottini qual è stata l’incidenza del COVID 19 sui Mercati all’Ingrosso Italiani?

L’incidenza del Covid 19 sui mercati all’ingrosso è stata rilevante ed ha portato, dal punto di vista dell’operatività delle attività, una serie di problemi e anche di paure di preoccupazioni da parte degli operatori; però, diciamo, complessivamente, i mercati hanno continuato a lavorare, sia pur, appunto, con mille precauzioni; mascherine, guanti, misurazioni delle temperature; in molti mercati italiani all’ingrosso, c’è stato un impatto sull’attività commerciale ma, comunque, i mercati sono le attività rimaste operative.

Qual è il settore, all’interno del comparto agroalimentare che ha risentito di più dagli effetti della pandemia?

Tra le attività del settore, quelle che hanno risentito di più di questa crisi sono i comparti che sono prevalentemente legati al sistema della ristorazione e del turismo; quindi, in particolare, abbiamo osservato il caso estremo del settore ittico, dove almeno il 50% del prodotto era consumato presso questi esercizi, e il calo forte anche nel settore della carne; nel settore dell’ortofrutta l’impatto è stato negativo, ma in misura molto inferiore.

Dal termine del LOCKDOWN, secondo Lei, in quanto tempo si potrà tornare a ritmi lavorativi ordinari, tenendo in considerazione anche l’incidenza dell’IMPORT e dell’EXPORT?

Concluso il Lockdown, per il ritorno ai ritmi lavorativi ordinari ci vorrà del tempo, sia perché ci sarà un impatto sul commercio internazionale, sia perché questo ritorno alla normalità non credo sarà in contemporanea in tutta Europa e in tutto il mondo. Comunque, in questo momento non dimentichiamo, di avere una situazione di frontiere bloccate, di collegamenti e trasporti difficili. Inoltre da quello che si evince dai primi ragionamenti fatti dai tecnici, alcune attività riprenderanno con più lentezza, penso alle attività della ristorazione, penso al turismo che si rimetterà in moto con tempi più lunghi. Credo che ci vorranno almeno sei mesi per tornare ad un livello accettabile, sempre se questa pandemia sia in qualche modo messa sotto controllo da un farmaco che la possa curare o da un vaccino che la possa prevenire.

A suo parere la filiera agroalimentare subirà gravi conseguenze a causa della pandemia e ci saranno mutamenti nel settore?

Alla fine, passato questo momento, ci saranno delle conseguenze sulla filiera dell’agroalimentare, ma non necessariamente saranno tutte conseguenze negative. Io, per esempio, mi auguro che questa riscoperta del mangiare italiano che stiamo vivendo in queste settimane sia confermata e, quindi, possa essere un evento positivo. Credo che un altro impatto rilevante sarà quello sulla spesa “online” che, magari non più nelle dimensioni che sta avendo in queste settimane, continuerà ad avere, comunque, un peso non secondario; mi auguro al contrario, che, per esempio, questa spinta verso il consumo di prodotti confezionati venga superata e riprenda invece, con maggiore serenità, l’acquisto di prodotto sfuso.

Secondo Lei, vista l’ampia portata e le notevoli risorse del patrimonio agroalimentare italiano, la pandemia potrà essere un’occasione di concreto e sostanziale rilancio di tutto il settore?

La filiera agroalimentare in questa situazione drammatica, non solo ha retto e lavorato, è stata operativa per necessità al fine di consentire, comunque, ai cittadini di nutrirsi. E’ stata però, ovviamente, anche un’ occasione per identificare il ruolo, le criticità, il peso di una filiera come questa dentro la quale io, ho detto più volte, è emersa la strategicità del sistema dei mercati all’ingrosso delle grandi piattaforme agroalimentari, come supporto necessario a garantire la distribuzione efficiente dei prodotti reperibili nelle nostre città.

Di Avv. Giuseppe Lepore, Direttore Responsabile AS Finanza.

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Vedi anche https://www.asfinanza.com/quando-la-scienza-e-la-conoscenza-non-bastano-entrano-in-campo-i-sentimenti/

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