Fundraising per la difesa delle bellezze del nostro Paese

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Arte e resilienza: l’esperienza di Restauratori Senza Frontiere – Italia.

Ripensare le persone, la cultura e la narrazione della propria identità a livello nazionale e internazionale, generando nuovi modi di raccontare il nostro patrimonio culturale, attraverso la cura e il restauro. Quella di Restauratori Senza Frontiere -Italia è una bella pagina, che vale la pena raccontare in momenti di crisi, simili a quello che stiamo vivendo in questi giorni.

La sfida fu lanciata alcuni anni fa da un’Associazione di restauratori di beni culturali, in maggioranza titolari d’imprese  di restauro specialistico, un settore che rappresenta una delle eccellenze dell’Italia e che, purtroppo, versa da10 anni in grave crisi, a causa dei tagli continui che i governi hanno operato, sistematicamente, sulla spesa dedicata alla tutela del patrimonio storico artistico italiano.

I professionisti si sono riuniti per mettere al servizio della salvaguardia del World Heritage la grande esperienza maturate negli anni sul campo che esprime una eccellenza delle imprese italiane.

La missione dell’Associazione è portare le grandi e diversificate competenze del Restauro Italiano anche oltre i confini nazionali, esportando le migliori professionalità del settore a sostegno dello sviluppo della cultura della tutela e della conservazione in ogni paese, operando con spirito di solidarietà tra i popoli.

Sito archeologico di Persepolis.

La capacità di immaginare questo nuovo modus operandi, mettendo al servizio l’esperienza del fare impresa è stata premiata: RSF Italia è stata impegnata nella realizzazione di più progetti, e recentemente, anche su scala internazionale, è stata chiamata a dare un proprio contributo sul campo nel Persepolis Monuments Conservation Project, un progetto con partners internazionali per la tutela di uno dei più importanti siti UNESCO, patrimonio dell’umanità, a Persepoli.

Ma il ruolo di assoluto prestigio del restauro italiano in campo internazionale, ha consentito a questa categoria di imprenditori di mettere a punto innovativi progetti anche in Italia.

RSF-Italia ha dunque investito nello sviluppo di un insieme di attività legate alla raccolta fondi, al marketing ed alla comunicazione, per promuovere iniziative a tutela del patrimonio minore sul territorio nazionale.

Si tratta di classici esempi di fundraising.

La  prima iniziativa in tale direzione è rappresentata  dal Progetto di restauro del Crocifisso ligneo custodito nella chiesa di S. Giorgio Martire a Petrella Tifernina in Molise, lanciato nel 2015-16  che ha portato dopo un meticoloso restauro alla scoperta di un’opera di grande rilevo storico artistico di cui si ignorava l’importanza.

Crocifisso ligneo nella Chiesa romanica di S. Giorgio Martire a Petrella Tifernina.

Il Progetto è stato di particolare interesse proprio perché ha preso le mosse in un ordinario contesto italiano di bellezza, in una regione marginale come il Molise, con un iniziale impulso legato al coinvolgimento straordinario di una piccola comunità, dapprima provocata dall’interesse verso un Crocifisso ligneo, come oggetto devozionale legato al culto cristiano, poi coinvolta dall’elevatezza simbolica del bene custodito nella bellissima chiesa di San Giorgio Martire, infine sempre più appassionata dal valore storico e culturale della scoperta e motivata dalla particolare sinergia instaurata nel corso dell’intervento tra RSF-Italia e la comunità petrellese.

I professionisti impegnati nel restauro hanno, infatti, promosso, man mano che concludevano il loro lavoro sull’opera, una serie di incontri e reports realizzati per condividere gli aspetti più significativi del restauro, condividendo con la popolazione locale gli aspetti più importanti dell’intervento, dall’analisi sul valore dell’opera alle sue vicissitudini, dal degrado alle fasi del recupero e alla divulgazione dei risultati delle indagini diagnostiche, riflessioni da cui è maturata anche una diversa consapevolezza del Progetto, come testimonianza viva di quanto una comunità intera possa portare come valore aggiunto di amore e attenzione alla valorizzazione del proprio patrimonio artistico.

L’Associazione, inoltre, ha promosso visite periodiche di delegazioni di petrellesi presso il laboratorio di restauro a Roma allo scopo di illustrare le problematiche del restauro, particolarmente complesse nelle fasi di rimozione dei quindici strati di ridipinture che nascondevano un’opera d’arte del XVI secolo di grande rilievo artistico.

Queste iniziative hanno avuto anche una notevole risonanza mass-mediale sulla stampa nazionale con articoli apparsi sul Corriere della Sera, reportage su network locali e servizi del TG3 regionale. L’Associazione ha dato adeguata visibilità al progetto mediante il sito web www.restauratorisenzafrontiere.com ed i suoi social network, e pertanto le iniziative, gli articoli, i servizi televisivi e i reportage hanno avuto un’ampia diffusione che ha superato i confini del Molise.

Infine  il restauro del Crocifisso ligneo ha dato all’Associazione l’opportunità di organizzare delle attività didattiche correlate, ospitando presso il laboratorio di Roma gruppi di studenti provenienti da istituti di formazione sia italiani che esteri (Università di Vienna), invitati ad osservare i risultati delle indagini scientifiche e delle diverse fasi dell’intervento. Durante l’esecuzione dei lavori, RSF Italia ha svolto anche attività di tirocino a due laureande, provenienti dal Corso di Laurea Magistrale in Scienze e tecnologie per la Conservazione dei beni Culturali dell’Università La Sapienza di Roma ed offerto uno stage della durata di 3 mesi a una neolaureata in Restauro di Beni Culturali presso l’Università Carlo Bo di Urbino.

Sulla scorta di questa esperienza innovativa nel modo di concepire l’intervento stesso di restauro, come evento capace di innescare ricadute sociali e culturali ad ampio spettro, l’Associazione punta a dare nuovo impulso alla promozione di iniziative similari da organizzare sul territorio nazionale, rivolte in particolare alla valorizzazione dei beni considerati minori che spesso nascondono tesori insospettati, perché hanno subito una manutenzione maldestra con ridipinture, oppure perché versano in condizioni di assoluto degrado.

In un certo senso, come resilienti sono le pietre del nostro patrimonio artistico, rimaste in piedi nonostante i drammi del tempo, e anche di resilienza dell’impresa italiana si deve parlare in questo settore, dove la crisi è stato il motore che ha consentito a questi professionisti di organizzare nuove forme aggregative intorno ai loro saperi e ad immaginare nuovi linguaggi, pensando anche a livello globale di trovare uno spazio importante di dialogo con le istituzioni italiane ed internazionali.

Di avv Valentina Augello.

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